Seoul: 6 cose che non puoi assolutamente perderti (+ bonus!)

Architecture in Changdeokgung Palace in Seoul City at Korea

Seoul, o Seul, in coreano si scrive 서울 e si pronuncia Sòul, con l’accento sulla “ò”, un po’ come la parola inglese per “anima“. Quanta bellezza dietro a questa parola.

La Corea del Sud ha un passato travagliato, tra le diverse occupazioni subite, la rottura con il Nord a seguito della guerra delle due Coree, e la spada di Damocle che ormai fa parte del quotidiano in cui l’accordo di pace può essere rotto da un momento all’altro.

Ho passato dieci giorni in questa città brulicante di vita, da una parte altamente tecnologica, dall’altra fedele alle proprie radici.

Ho già scritto tutto il percorso che ho fatto durante questo viaggio in questo articolo: Seoul, alla scoperta della capitale sudcoreana, mentre qui voglio parlarti delle cose principali che non puoi assolutamente perderti se dovessi andare per un periodo più breve.

Seoul Sud Corea, Hanok in Seongbuk
Seoul Sud Corea, palazzo deoksugung
Seoul Sud Corea, Jongno District

È un viaggio particolarmente facile da organizzare:

  • Non serve nessun visto di accesso, è sufficiente il passaporto con almeno tre mesi di validità
  • Gli hotel si trovano tutti su Booking con molte recensioni da parte di altri turisti che risultano molto utili
  • Il treno dall’aeroporto internazionale di Incheon per la Seoul Station si può prenotare in anticipo per evitare lunghe attese al terminal: AREX train
  • Scaricati in anticipo le app Naver Map o KakaoMap e salvati gli indirizzi sicuri, come hotel e i posti che vorrai vedere così quando ti serve per avviare la navigazione o per mostrarlo quando sali in taxi, non impazzisci a cercarlo ogni volta.

Ecco quindi la selezione delle 6 cose che ti consiglio caldamente di inserire nel tuo programma appena arrivi in città!

1. IL CENTRALISSIMO MYEONGDONG

Ti suggerirei questo quartiere per l’hotel. È centralissimo, a sole due fermate di metro (linea 4) dalla Seoul Station ed è un quartiere pedonale.

Noi abbiamo prenotato l’Henn na Hotel Seoul Myeongdong gestito da robot che ti accolgono in reception. Ci siamo trovati molto bene, di fronte si trova un seven-eleven e sulla parallela si trova l’uscita 10 della metro Myeongdong.

La sera si anima con tutte le bancarelle dello street food, mentre di giorno è pieno di tutti quei negozi che ci fanno impazzire: k-beauty come se piovesse, accessori di tutti i tipi, negozi di caramelle e biscotti, abbigliamento, bigiotteria, centri di bellezza e massaggi.

A fine viaggio ci siamo resi conto che abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo qui, grazie all’energia e alla vivacità non ci annoiavamo mai!

Seoul Sud Corea, Myeongdong district
Seoul Sud Corea, Myeongdong district
Seoul Sud Corea, Myeongdong district
Seoul Sud Corea, Myeongdong district

Per il food ti consiglio:

  • Le bancarelle di street food con i granchi fritti, la carne cotta con il fuoco (veramente infuocata e buonissima), il pollo fritto e i ravioli di verdure
  • Un ristorante nato nel 1966, che ottiene targhe della Guida Michelin dal 2017, in cui si mangia tipicamente coreano e si chiama Myeongdong Kyoja Main Restaurant

I negozi che ho preferito:

  • Art Box per una marea di accessori, cartoleria, penne, cose.
  • Nature Republic per tutti prodotti k-beauty: ho preso tante di quelle maschere per il viso! Erano in sconto, ma credo che sia quel tipo di brand che fa spesso promozioni.

2. UN TRATTAMENTO DA ECO JARDIN

Nella vita ci sono delle priorità, e durante un viaggio a Seoul non può mancare un appuntamento da Eco Jardin. Oltretutto permette la richiesta di appuntamento tramite Instagram, non banale perché in Corea prediligono l’app Kakao, che non si può usare se non si ha un numero di telefono coreano.

Questo salone di bellezza è specializzato nei trattamenti per il cuoio capelluto: iniziano con uno scan per capirne lo stato iniziale – se ne rifarà un altro alla fine per paragonare le due immagini, e poi ti propongono se fare un trattamento da 15 o 18 passaggi. Io ho scelto il primo, ma ci ho aggiunto anche un trattamento che andasse a nutrire i capelli con un prodotto a base di proteine della linea di Aujua.

Seoul Sud Corea, Eco Jardin treatment
Seoul Sud Corea, Eco Jardin treatment
Seoul Sud Corea, Eco Jardin treatment

Al momento in cui scrivo questo articolo sono passati circa venti giorni dal trattamento e posso confermare di non perdere più capelli. Se prima facendomi lo shampoo ne riempivo la doccia, ora ne vedo a malapena alcuno sulla spazzola.

3. UN’ESCURSIONE ALLA DMZ

La DMZ è la zona demilitarizzata che divide la Corea del Sud con la Corea del Nord. Si tratta di una barriera di confine che divide a metà la penisola esattamente al 38° parallelo. Venne creata in accordo tra la Corea del Nord, la Cina e il comando delle Nazioni Unite nel 1953. La frontiera è lunga 250 km e larga circa 4 km.

La visita è obbligatoriamente guidata e abbiamo scelto di prenotare tramite Get Your Guide: tour del terzo tunnel e del ponte sospeso.

L’escursione inizia alle 6.40: ci hanno dato appuntamento alla fermata della metro di Myeongdong e per noi era comodissimo avendo prenotato l’hotel proprio lì.

Il viaggio in pullman dura un’oretta e si arriva in una base dove la guida spiega i fatti storici della DMZ. Abbiamo capito che chi viveva sulla terra che poi è stata proclamata “barriera di confine” sono stati divisi in base a dove avessero la casa: più di 10 milioni di persone sono state separate. Una sorta di “muro di Berlino” che divideva la città in est ed ovest.

In quel punto si trova un monumento con una canzone incisa che spera nell’unificazione (che ho tradotto con Google Lens nella foto qui di seguito). Tanti abitanti del Sud vengono lì per pregare e portare doni, che andranno persi, per i loro familiari bloccati a Nord, senza sapere se sono ancora vivi o se e quando sono deceduti nel corso degli anni.

Non lontano si trovano migliaia di messaggi d’amore legati ai fili spinati con la speranza che il vento porti conforto a famiglia e amici bloccati oltre la frontiera.

Sud Corea, DMZ
Sud Corea, DMZ
Sud Corea, DMZ

L’escursione prosegue fino all’Osservatorio, da dove si può vedere con i binocoli la bandiera della Corea del Nord dall’atra parte della frontiera, a pochissimi chilometri.

Sud Corea, DMZ

Una parte importante dell’escursione non è potuta essere fotografata: la discesa a 350 metri sottoterra per percorrere il terzo tunnel scovato e bloccato dalla Corea del Sud per impedire invasioni dal Nord. Di seguito l’immagine che spiega il percorso con una discesa abbastanza lunga (a destra dell’immagine) e poi i 250 metri di tunnel che portano a una finestrella (a sinistra dell’immagine) per vedere come è stato bloccato per evitare l’attacco.

Attenzione: l’altezza del tunnel non è in scala, oltre il 1,75m di altezza rischi di sbattere la testa.

Sud Corea, DMZ

E, infine, l’escursione si conclude con una camminata nel bosco che porta al ponte rosso sospeso, dove si è svolta la battaglia di Solma-ri nel ‘51. Al tempo Seoul era stata invasa dalla Corea del Nord e questa battaglia aveva come obiettivo per la Corea del Sud di riappropriarsene. È una visita completa che porta a conoscere anche i luoghi annessi.

Siamo tornati in città per le 16.00.

Sud Corea, DMZ

4. UNA NOTTE IN UN TEMPIO BUDDISTA

Personalmente non ho mai avuto contatti particolari con il Buddismo, ma ne sono sempre stata affascinata. Quando ho fatto il viaggio in Sri Lanka, che ti racconto in questo articolo: Sri Lanka, 12 giorni tra natura, storia e oceano Indiano avevo avuto modo di vedere da più vicino cosa fosse esattamente. Soprattutto a Kandy con il Tempio del Dente, dove è tenuto con la massima protezione la reliquia di un ente di Buddha.

Ma tornando a Seoul, ne ho voluto approfittare per dormire in un tempio una notte e vivere un’esperienza vera, che potesse introdurmi in modo più profondo nella filosofia buddista.

Dopo un po’ di ricerche sono capitata sul sito del Temple Stay. Si tratta di un programma culturale che permette ai visitatori di trascorrere del tempo in un tempio buddista per immergersi nella cultura e nelle pratiche spirituali, dove preservano la storia di 1700 anni del buddhismo coreano. Durante il temple stay, i partecipanti possono partecipare a cerimonie, meditazione, laboratori culturali e altro ancora.

Dal sito online potrai trovarne diversi e ovunque in Corea del Sud. Per i nostri programmi, il tempio Geumsunsa è quello che si incastrava perfettamente.

Seoul Sud Corea, temple stay
Seoul Sud Corea, temple stay
Seoul Sud Corea, temple stay

Siamo arrivati per il check-in a metà pomeriggio. Il viaggio dal centro fino al tempio è durato 40 minuti con autobus e una ventina di minuti a piedi su per un percorso non facilissimo. In quel momento oltretutto registravamo almeno ottanta gradi all’ombra. Poi, si scorge tra gli alberi la porta del tempio: una meraviglia.

Si entra e l’energia è così calma, leggera. Ci hanno procurato la divisa, pantaloni e gilet di lino lilla. Prima di arrivare ti mandano la lista degli elementi che dovrai portare tu: una maglietta, una tazza, dei calzini perché non si può stare a piedi nudi negli spazi interni, un asciugamano perché loro forniscono solo tatami e lenzuola.

Il programma comprendeva un racconto sul buddismo molto interessante. Ci è stato spiegato come è formato un tempio buddista, la porta di entrata e la porta di uscita (il nirvana) che non sono mai chiuse, e il simbolismo che rispecchiano. Una volta varcata la soglia di entrata si entra in un ambiente di silenzio, di rispetto, di non-giudizio. Non sai mai cosa sta passando o provando l’altro, si diventa più indulgenti. Il Buddismo in effetti non è una religione, bensì una filosofia, un modo di vivere. Grazie alla meditazione ci aiuta a connetterci con noi stessi, ad ascoltare la nostra propria musica interiore e, infine, a conoscere il nostro proprio universo.

Ho inciso nella mente una frase che ci hanno detto: dentro ognuno di noi c’è un piccolo Buddha. Dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo e a conoscerlo.

Ci hanno spiegato che il saluto si fa congiungendo i palmi delle mani e facendo un piccolo inchino. La mano sinistra rappresenta la nascita e quella destra la morte. Ricongiungendosi raggruppano in loro tutto ciò che si trova in mezzo: la vita.

E ci hanno insegnato a fare gli inchini per la messa a cui abbiamo potuto partecipare con i monaci. Gli stessi hanno suonato gli strumenti: il tamburo, la campana, il pesce di legno con testa di drago e la lastra di ferro per il richiamo delle anime.

Alle 17.30 è prevista la cena che deve tenersi in silenzio. Ci si può riservire e alla fine bisogna lavare il proprio piatto e posate. La sera si conclude con una meditazione per facilitare il sonno con l’uso delle campane tibetane da parte del monaco. Successivamente si può rimanere nelle aree comuni a leggere o a conversare bevendo tè, fino al coprifuoco delle 21.30.

La sveglia è prevista alle 4:30 per una nuova preghiera con i monaci alle 5:00. Ammetto che non sono riuscita a svegliarmi e purtroppo me la sono persa.

Prima del check-out delle 10.30 si possono fare diverse cose: nel tempio c’è una grotta con una statua di Buddha e una vetrata che dà sulla foresta dove si può meditare; dalla porta del Nirvana parte una camminata per raggiungere la cima della collina della durata di circa due ore andata e ritorno; in uno dei caseggiati si può colorare un mandala per aiutare la mente a calmarsi e decidere se lasciarlo al tempio per essere bruciato dopo due settimane con la preghiera in regalo all’universo.

Ho scattato poche foto, ho preferito fare una bella detox dal cellulare in quelle ore in cui potevo connettermi con la natura e meditare. Non è facile riuscirci, ma ho voluto seguire i miei consigli già condivisi nell’articolo Digital Detox, una piccola guida per riuscire a farla.

5. MANGIARE TENTACOLI DI POLPO CHE SI MUOVONO

Io non li ho assaggiati quindi da che pulpito sono qui a consigliarti di farlo? Spero che tu sia più coraggiosa di me! Il mio fidanzato mi ha detto che, dal momento in cui si intinge nella salsa, ha solo il sapore della soia. Però in bocca continuava a muoversi!

Lo trovi in diversi posti. Di solito la foto è di un piatto con una tartare, dove si adagiano questi tentacolini di polpo crudi che, per via dei nervi ancora “attivi”, si muovono sulla carne. Non ho foto, però puoi trovare il video nelle stories in evidenza sul mio profilo IG!

Noi li abbiamo trovati al mercato di Dongdaemun, dove ci sono anche tante altre cose, per fortuna!

Ho assaggiato il waffle a forma di pesce ripieno di pasta di fagioli e noci, una delle loro specialità dolci. Tra le bancarelle, trovi anche quelle che sono state parte del programma Street Food Asia su Netflix che cucinano frittelle di carne e noodles in brodo.

Seoul Sud Corea, Mercato Dongdaemun
Seoul Sud Corea, Mercato Dongdaemun
Seoul Sud Corea, Mercato Dongdaemun

6. AFFUMICARTI CON IL BARBECUE COREANO

Non si va a Seoul se non si mangia il barbecue coreano. E posso suggerirtene ben due diversi!

Ecco, una cosa che mi ha colpito passeggiando per la città, è la quantità di posti per mangiare che si susseguono senza sosta. Non è pieno, di più!

Il nostro primo barbecue coreano lo abbiamo mangiato da Jongsamyook dove una marea di tavolini ricoprono una piazzetta e creano un’atmosfera molto energica. Mangiato molto bene! Si trova nel quartiere di Jongno e, se hai ancora fame dopo cena, recati da Rami Scone Cafe per mangiare il loro cheese soufflé. Indimenticabile.

Mentre il secondo ristorante, dove siamo stati ben due volte, si trova vicino al quartiere di Myeongdong e si chiama Geumseong Hall Directly Managed by City Hall. Specializzato in barbecue coreano, offre una tipologia di carne di maiale marinata in una loro salsina alla pera che ti ricorderai per tutta la vita. Unico posto oltretutto dove ho visto servita un’insalatina verde leggera e tanto bramata. Le verdure non sono una pietanza particolarmente presente nella loro cucina.

Tranne il kimchi, ovviamente: un tradizionalissimo cavolo fermentato con qualcosa e tanto peperoncino, altamente piccante, ma loro ne vanno matti. In ogni ristorante te lo porteranno come contorno obbligatorio.

Seoul Sud Corea, Jongno District
Seoul Sud Corea, Jongno District
Mercato di Namdaemun

BONUS: SELFIE NEI NEGOZI DI FOTOTESSERE!

In ogni quartiere, oltre alla grande quantità di ristoranti, si trovano anche tantissimi negozi di selfie. Sono dei locali con diverse stanze e grandi macchine fotografiche dove puoi usare gli accessori a disposizione e divertirti a fare fotografie. Dopo averne scattate alcune, mentre ti vedi sullo schermo per metterti in posa, selezioni i tuoi scatti preferiti e stampi (anche in più copie!).

Questo business va tanto di moda ed è proprio nato a Seoul. Buon divertimento!

Seoul Sud Corea, Myeongdong district
Seoul Sud Corea, Myeongdong district

Buon viaggio!

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Seoul, 6 cose che non puoi assolutamente perderti (+ bonus!)

Copertina Image by lifeforstock on Freepik
Tutte le altre foto sono mie © Olimpia Louise Bruno

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