Tokyo: quattro giorni tra manga, storia e food

Tokyo, Sensoji temple

Ero appena adolescente quando lessi Memorie di una geisha di Arthur Golden e mi innamorai istantaneamente di quello scorcio di storia giapponese, tra la vita proibita delle geishe, il paese ancora chiuso al mondo prima della I° guerra mondiale, le scuole di ballo, l’arte del kimono e le case da tè.

Ed ero appena adulta quando continuavo a sognare di andare un giorno in Giappone: “ci partirò quando potrò starci svariate settimane, perché voglio viverlo per bene, dalla città alla campagna.”

Oggi, poco più che trentenne, so che per tanti versi la vita è tanto sorprendente quanto diversa rispetto a ciò che potevo immaginarmi. E, a maggior dimostrazione a me stessa di questa dura verità, il mio viaggio in Giappone è stato di una sola settimana, così suddiviso:

  • Dal martedì sera al venerdì mattina a Tokyo
  • Dal venerdì alla domenica a Kyoto
  • Una notte a Osaka e Universal Studios
  • Rientro di lunedì sera a Tokyo per un’ultima notte
  • Martedì mattina volo di rientro

Il Giappone è una tappa di un viaggio più ampio che inizia in Corea del Sud. Trovi tutto il dettaglio in questo articolo: Seoul, alla scoperta della capitale sudcoreana, ma se preferisci solo i punti salienti allora ti consiglio di andare qui: Seoul, 6 cose che non puoi assolutamente perderti (+ bonus!)

In questo articolo mi dedicherò a Tokyo.

Tokyo
Tokyo
Tokyo

Ho creato una mappa di Tokyo salvando tutti i posti che troverai nell’articolo e anche altri che mi ero salvata a seguito delle mie ricerche.

Non ho scritto una guida day by day perché trovo che la gestione del tempo è personale. Invece ho preparato una guida per zone della città e per categorie: dove mangiare, quali negozi, cosa vedere ed esperienze da fare.

Info pratiche

  • Non serve un visto per avere accesso al Giappone, è sufficiente il passaporto italiano in corso di validità. Al momento dell’ingresso, è necessario essere in possesso anche del biglietto di ritorno. Ti consiglio come sempre di verificare che non ci siano modifiche sulla pagina dedicata al Giappone sul sito di Viaggiare Sicuri. Inoltre, il timbro che applicano sul passaporto una volta arrivati in aeroporto è troppo carino!

  • Dall’aeroporto internazionale di Narita ti consiglio di prendere lo Skyliner, il treno che arriva fino a Ueno. Al piano dei treni c’è un centro di informazione dove si può pagare contanti o con la carta di credito, altrimenti si può acquistare anche online con uno sconto. La durata è intorno ai tre quarti d’ora fino a Ueno. C’è anche il Narita Express che va fino a Shibuya, ma non l’ho preso.

  • Per muoversi con i mezzi di superficie e sotterranei, e questo vale per tutto il Giappone non solo per Tokyo, ti consiglio di attivare la tessera Pasmo nel wallet del tuo iPhone. Puoi ricaricarla direttamente dalle carte che hai registrate in ApplePay e ti permette di passare velocemente ai tornelli.

  • Nella maggior parte delle stazioni dei treni, della metro, nei templi e nelle attrazioni turistiche, troverai uno stamp con una creatività dedicata al posto in cui li trovi: vai a caccia e collezionali tutti! Per questo ti suggerisco di portare un piccolo quaderno con te.

  • A proposito di stamp, i templi e santuari hanno anche la versione scritta in giapponese e ha un costo intorno ai 300¥. Lo fanno su un quaderno dedicato che puoi acquistare la prima volta nel primo tempio, oppure come me che non avevo capito proprio nulla, il mio unico stamp scritto relativo al Golden Temple di Kyoto ce l’ho su un foglietto volante.

LA STORIA

A livello storico, in base al tempo che abbiamo ritagliato per le diverse attività, siamo riusciti a visitare solo due luoghi: il Palazzo imperiale e il tempio Senso-ji.

Il Palazzo Imperiale

Per me questa era una delle tappe più importanti. Siamo entrati dall’Ōte-mon Gate da dove parte la camminata nell’area est del parco, fino alle rovine del castello di Edo. Si vedranno solo le rovine della base di quella che un tempo era stata la torre più alta mai costruita nel corso dei secoli. Nel 1873 il castello fu distrutto da un incendio e pochi anni dopo iniziarono i lavori dell’attuale palazzo imperiale. Non è possibile però visitarlo, o per lo meno si trova nell’area ovest del parco che non è accessibile ai turisti in autonomia.

Nel punto informazioni presente al Gate da dove siamo entrati, mi hanno spiegato che si possono fare delle visite guidate gratuite però solo in un’area di quel parco. Ci sono delle visite sia di mattina che di pomeriggio – ho registrato solo gli orari del pomeriggio: ci si può registrare dalle 13, alle 13.30 il tour inizia e alle 14.45 finisce.

La particolarità di questo parco è senza dubbio che si trova immerso tra i grattacieli di vetro. Mi ha in qualche modo ricordato Central Park, in miniatura, con la presenza di questi giganti che troneggiano dietro agli alberi.

È proprio qui al Palazzo imperiale che ho collezionato il primo stamp!

Tokyo, Palazzo imperiale
Tokyo, Palazzo imperiale
Tokyo, Palazzo imperiale
Tokyo, Palazzo imperiale

Il tempio Senso-ji

Entra dal lato di Kaminarimon da dove parte la Nakamise, strada dello shopping piena di banchi di souvenirs giapponesi.

È proprio in fondo a questa strada che si aprirà di fronte a te il Senso-ji, il tempio buddista della dea della misericordia.

Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji

All’interno delle mura si trovano dei banchetti dove si può comprare un fascio di incenso, osenko. Il rito vuole che si accenda nelle apposite torrette, si spegne agitandolo con la mano e si va poi a posizionarlo nel bruciatore di incenso in mezzo alla piazza. Tantissime persone recitavano la loro preghiera silenziosa a mani unite, oppure cercavano di “affumicarsi” il più possibile con gli incensi presenti per via dei suoi poteri curativi e calmanti.

A fianco troviamo un padiglione dell’acqua, chiamato temizuya, anche esso presente in tutti i santuari e templi, dove si possono p0urificare mani e bocca per presentarsi con rispetto al cospetto delle divinità. Bisogna raccogliere l’acqua con il mestolo e mai prendere l’acqua direttamente con le mani per non “sporcarla” in vista della persona che passerà dopo di te. Leggendo alcuni articoli ho scoperto che bisogna usare la mano destra per raccogliere l’acqua con il mestolo e versarla sulla mano sinistra. Poi al contrario per purificare la mano destra. Infine, tenendo il mestolo sempre con la sinistra, versa dell’acqua per sciacquare la bocca, e sputala (piano) accanto alla fontana. È ovvio ma non scontato che il mestolo non va toccato con la bocca.

Intorno al parco si trovano dei banchetti dove si possono prendere i foglietti della fortuna o sfortuna. Funziona così: tira fuori una bacchetta dalla scatola cilindrica che trovi al banchetto. Su ogni bacchetta c’è scritto un numero e, dopo averlo letto, riposiziona la bacchetta all’interno della scatola. Il numero è relativo a un cassetto, dove troverai la risposta alla domanda che ti starai ponendo con concentrazione: se è positiva tienila con te, se è negativa legala alle grate apposite per regalarlo all’universo e a distaccartene. Non è una “sfiga”, anzi è un’ottima cosa. Ne avrai preso consapevolezza e lo allontani da te per non avere sfortuna, bensì fortuna!

Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji
Tokyo, tempio Senso-ji

Quando si arriva all’altare, in generale, lancia una monetina nella cassetta delle offerte. Puoi suonare il campanello per salutare le divinità, in questo caso il tempio è dedicato alla dea della misericordia. Procedi a inchinarti due volte, batti le mani due volte con gioia e gratitudine. Recita la tua preghiera a mani unite e inchinati ancora una volta in chiusura.

È una bellissima esperienza sebbene sarà pieno di gente. Potrai riprodurre gli stessi riti in tutti i santuari e templi che visiterai.

UENO

Dopo consiglio di un mio collega che vive a Tokyo, abbiamo soggiornato nel quartiere di Ueno, molto ben collegato con diverse linee di metro.

L’hotel che abbiamo scelto si chiama Tosei Hotel Cocone Ueno Okachimachi. Offre servizi di lavanderia con lavatrici e asciugatrici a pagamento (300¥ il lavaggio e 500¥ con asciugatura). Avevamo preso la stanza senza colazione, ma per praticità abbiamo colazionato ogni mattina al bar dell’hotel, molto cute: pancakes, caffè latte con palletta di panna (una scoperta sensazionale) e degli ottimi tè. Colazione in due intorno ai 1600¥.

Questo quartiere è stato per me il primo impatto con Tokyo e, dopo averne visitati altri, posso dire che mi sento di consigliarti tantissimo di alloggiare qui. È un quartiere vissuto principalmente dai giapponesi, tutti i ristorantini sono fuori dal circuito turistico e si susseguono tra lanterne e tendine da scostare per entrare. Alcune vie sono piene di neon, negozietti e locali, altre molto più tranquille e residenziali.

Ho mangiato il mio primo ramen a Tokyo da Ippudo – Ueno Hirokoji e l’unica cosa che mi sento di dirti è che c’è la mia vita prima e dopo quel ramen.

Tokyo, Ueno
Tokyo, Ueno
Tokyo, Ueno
Tokyo, Ueno

AKIHABARA

Per gli amici Akiba, questo quartiere è il cuore dei manga e degli anime. Nasce come il quartiere dell’elettronica e tanti negozi sono rimasti tali, ma si è ingrandito e ad oggi si sviluppa su un gran viale e tutte le sue traverse. I negozi non sono solo enormi e pieni di cose, ma sono su svariati piani.

Armati di pazienza e di curiosità, perché si trovano delle chicche incredibili.

Io non sono patita di anime quanto il mio fidanzato che si è comprato questo mondo e quell’altro, però ho trovato alcuni mazzi di carte di Super Mario, il gioco di Uno dei Pokemon, una statuetta vintage di Sailor Moon con la scatola ancora sigillata a soli 2500¥ al Mandarake Complex.

Ammetto di esserci rimasta un po’ male perché avevo alte aspettative sui Pokemon e non ne ho trovati se non qualche statuetta mini o accessori. E avrei voluto trovare anche qualcosa di Ranma che è uno degli anime a cui sono maggiormente affezionata da quando sono bambina, e invece è stato introvabile. In compenso era pieno zeppo di One Piece.

I negozi spaziano dal vintage vero, cioè oggettistica davvero “vecchia” però bellissima, ad accessori super moderni come statuette ultratecnologiche limited edition esclusive di quei negozi. Uno di questo tipo è appunto Tamashii Nations Store Tokyo. Invece il mio preferito in assoluto è stato Akiba Cultures Zones: mi è sembrato il più vario e con la qualità più alta.

Altri due negozi da vedere assolutamente perché ormai sono un punto di riferimento per tutti gli appassionati: Super Potato Akihabara Branch e Akihabara Radio Kaikan.

Comunque vedrai, passeggiando incontrerai così tanti negozi a bordo strada da perderci la testa!

Tokyo, Akihabara Akiba manga
Tokyo, Akihabara Akiba manga
Tokyo, Akihabara Akiba manga

GINZA

Ginza è il quartiere più simile all’occidente, con i suoi grattacieli moderni e i negozi di lusso. Però ti consiglio di camminarci per due ragioni:

  • La prima perché esiste una fortissima dualità in questo quartiere: nel mezzo della modernità, dietro agli angoli si celano piccole trattorie giapponesi e negli scorci potrai intravedere la vita local che brulica.
  • La seconda è per i negozi: Muji e Uniqlo sono assolutamente (ripeto, assolutamente) da fare perché trovi dei pezzi che da noi non ci sono: ad esempio le magliette con le creatività giapponesi. Ma non solo! E, qui, con le lacrime agli occhi dall’emozione, ti invito a metterti in agenda un passaggio obbligatorio da Itoya, una cartoleria incredibile. Se hai come me la passione per la carta, l’inchiostro, tutto ciò che riguarda la cancelleria e la scrittura, impazzirai!

Sempre a Ginza si possono vedere due istallazioni molto particolari: la statua di Godzilla e l’orologio di Hayao Miyazaki che si attiva alle ore 10, 12, 15, 18 e 20 con luci, suoni e musica.

A pranzo abbiamo trovato per caso questa osteria che ci ha lasciati particolarmente colpiti: Uotake. si fa la fila all’esterno, mentre all’interno ci saranno al massimo dieci posti seduti intorno al bancone. Il menu è strettamente in giapponese, perciò noi abbiamo indicato dei piatti che vedevamo già serviti per farci capire. Abbiamo mangiato il più buon salmone alla piastra con salsa teriyaki della vita, accompagnato da zuppa di miso e riso in bianco.

Abbiamo scelto di pranzare qui prevalentemente perché era uno dei pochi che abbiamo visto senza foto dei piatti appese fuori e anche perché la fila era fatta solo da giapponesi.

Ginza, uotake ristorante
Ginza, uotake ristorante
Ginza, uotake ristorante

Tsukiji

Sempre da questo lato della città, proseguendo verso est, si arriva al mercato ittico di Tsukiji. Si tratta del vecchio sito di uno dei più grandi mercati ittici al mondo. Ad oggi invece la vendita all’ingrosso è stata spostata altrove, pertanto non ci sono più le aste del tonno alle 5 di mattina a Tsukiji. Il mercato attualmente è formato da diversi stand di cibo: all’interno se ne trovano alcuni dove abbiamo mangiato tre nigiri con diversi tipi di tonno, dal più magro al più grasso.

All’esterno invece c’è tutto un mondo di stradine e posti dove mangiare: dalla loro frittata dolce, al pesce palla, fino al sushi preparato da maestri giapponesi. Noi ci siamo fermati in un ristorantino di sushi semi nascosto che non sono riuscita a trovare su Google Maps, ma ad ogni modo camminando nelle stradine ne troverai tantissimi tra cui scegliere.

Attenzione, la parte interna del mercato è chiusa di mercoledì e domenica.

Tokyo Tsukiji mercato del pesce
Tokyo Tsukiji mercato del pesce
Tokyo Tsukiji mercato del pesce
Tokyo Tsukiji mercato del pesce

teamLab Planets

Nella stessa direzione, con un autobus, puoi arrivare al teamLab Planets. Si tratta di un museo di arte moderna che inserisce la persona al centro. Si sviluppa in diverse stanze e in ognuna c’è un’esperienza sensoriale.

Non è male, bisogna prenotarlo prima con l’orario di preferenza. Ci sono stanze più belle delle altre, la mia preferita quella con tutte lucine ovunque.

I prezzi cambiano se infrasettimanale 3.800¥ ad adulto, mentre nei weekend sale a 4.200¥.

In città esiste anche il teamLab senza confini ma a detta delle recensioni l’esperienza è meno immersiva.

Tokyo, teamLab Planets
Tokyo, teamLab Planets
Tokyo, teamLab Planets

SHINJUKU CITY

Uno dei quartieri più particolari di Tokyo è proprio Shinjuku. Comprende una parte local, con ristoranti, nightclub e karaoke con insegne al neon che colorano le strade. A controbilanciare questi palazzi bassi e tanto vicini gli uni agli altri, ci sono anche qui grattacieli altri e scuri.

In uno di questi si trova la “testa di Godzilla”, non sto scherzando: in alto sopra un grattacielo si vede la testa del mostro spuntare! Ti lascio una foto qui sotto nella raccolta.

In questo quartiere ci volevo assolutamente andare per passare nella Omoide Yokocho, una strada stretta famosissima con tutte le lanterne appese e tanti locali uno dopo l’altro. Piena di gente, ovviamente. Ne è valsa la pena! Lì ne abbiamo approfittato per farci un aperitivo di spiedini di carne e calamari.

Tokyo, Shinjuku Godzilla Head
Tokyo, Omoide Yokocho
Tokyo, Omoide Yokocho
Tokyo, Omoide Yokocho

Per cena ci siamo spostati nelle stradine del Golden Gai dove si nascondono numerose piccole taverne in questi piccolissimi vicoli che si attorcigliano. Abbiamo trovato una bottega molto interessante da Nagi dove preparano il ramen con brodo di sardina. Questo è l’unico posto dove abbiamo incontrato degli italiani che, come noi, hanno pensato di mangiare qualcosa di particolare. L’attesa funziona così: nel vicolo che fiancheggia il ristorante si fa la fila, tra i motori dell’aria condizionata e i mobili buttati. Della serie vogliamo vivere il lato verace del luogo!! Infatti, abbiamo trovato una sedia e a turno ci sedevamo. Abbiamo aspettato circa tre quarti d’ora e, una volta saliti dalle scale interne, si passa l’ordine tramite una macchinetta che accetta solo contanti: ramen classico con brodo di sardina (due fette di carne, mezzo uovo), oppure ramen special con l’aggiunta di altre due fettine di carne e l’uovo intero. Era buono, ustionante, ma buono. Ed è possibile chiederlo non piccante.

Tokyo Shinjuku Nagi Ramen brodo di sardina
Tokyo Shinjuku Nagi Ramen brodo di sardina
Tokyo Shinjuku Nagi Ramen brodo di sardina

SHIBUYA

Nella lista non poteva mancare Shibuya. Quando siamo tornati da Osaka, abbiamo passato l’ultima notte a Tokyo in questo quartiere. Non ti segnalo l’hotel in cui siamo stati perché è quello che mi è piaciuto di meno e non me la sento di consigliartelo.

Sapevamo che saremmo tornati di sera, perciò ci avremmo passato poche ore. Purtroppo non siamo riusciti a salire sul Shibuya Sky perché bisogna prenotare in anticipo il biglietto e soprattutto perché alle 22 chiude purtroppo. L’entrata non è così ovvia, bisogna passare dal palazzo Shibuya Scramble Square e poi seguire le indicazioni dei diversi ascensori che ti porteranno all’ultimo piano.

Però ho attraversato la strada del Shibuya crossing, il passaggio pedonale più famoso della città! Proprio lì, dietro all’uscita della metro, si trova la statua di Hachiko. La sua storia è qualcosa di molto commuovente, e in effetti ci hanno anche fatto il film Hachiko – Il tuo migliore amico con Richard Gere. Si narra che ogni pomeriggio alle 15.00 in punto il cane si recasse alla stazione di Shibuya per aspettare il rientro del suo padrone dal lavoro. Purtroppo nel 1925 il professore fu colpito da un infarto e non sopravvisse. Il cane continuò ad andarlo ad aspettare ogni giorno, invano, per dieci lunghi anni. Quando arrivò il momento per Hachiko di andarsene, scelse di morire proprio vicino a dove aveva tanto sperato di rivedere il suo padrone. E proprio in quel punto è stata installata una statua nell’onore del suo ricordo. Piango.

Per cena ci siamo concessi un ramen nelle stradine più tranquille. Un ristorante in cui abbiamo provato ad andare ma alle 21 erano già chiusi: Katsukichi, specializzato in tonkatsu. E quindi dopo esserci guardati un po’ intorno abbiamo scelt il ristorante Oreryu Shio-Ramen.

Bonus: nella stazione della metro di Shibuya, uscita est, si trovano ben due stamp con creatività diverse. Non puoi farteli sfuggire!

Tokyo Shibuya
Tokyo Shibuya, statua cane hachiko
Tokyo Shibuya crossing
Tokyo Shibuya Oreryu Shio-Ramen

ALTRE COSE DA FARE

  • Museo Ghibli per gli amanti dei cartoni animati del genio Hayao Miyazaki, come la Città incantata, il Castello errante di Howl, oppure la Collina dei papaveri – tutti dei granissimi capolavori!
  • Tokyo Tower emblema della città, che noi purtroppo nei giri abbiamo dovuto sacrificare e non abbiamo visto – farà parte delle buoni ragioni per tornare a Tokyo!
  • Colline di Roppongi uno dei quartieri da fare assolutamente, che anche questo purtroppo non abbiamo visto: di sera si trovano locali e discoteche aperti fino a tardi, di giorno attira molti turisti per l’osservatorio e le boutiques di lusso.
  • Go kart da Super Mario, ad esempio questo su Get Your Guide – credo serva la patente internazionale, da verificare.
  • Cenare in un izakaya: noi siamo stati da Rakumi con degli amici che vivono a Tokyo ed è stata una super esperienza. Ho bevuto due sake diversi, assaggiato delle verdure mai viste prima, mangiato per la prima volta la murena, e fatto una scorpacciata di sushi con la ricciola del Pacifico.
Tokyo, Izakaya Rakumi
Tokyo, Izakaya Rakumi
Tokyo, Izakaya Rakumi
Tokyo, Izakaya Rakumi

Le energie in questo paese sono incredibili, anche solo per il fatto che loro vedono sempre il lato positivo delle situazioni e il lato buono delle persone.

Buon viaggio!

SALVA PER DOPO

Giappone, quattro giorni a Tokyo tra manga, storia e food

Copertina Image by mrsiraphol on Freepik
Tutte le altre foto sono mie © Olimpia Louise Bruno

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