Kyoto: tra spiritualità e natura, un viaggio dentro l’anima

Fushimi Inari Shrine in Kyoto

Dopo aver passato quattro giorni a Tokyo, di cui ti parlo nell’articolo precedente Giappone: quattro giorni a Tokyo tra manga, storia e food, abbiamo preso lo Shinkansen per Kyoto e dopo due giorni siamo andati a Osaka.

Il Giappone è una tappa di un viaggio più ampio che inizia in Corea del Sud. Trovi tutto il dettaglio in questo articolo: Seoul, alla scoperta della capitale sudcoreana, ma se preferisci solo i punti salienti allora ti consiglio di andare qui: Seoul, 6 cose che non puoi assolutamente perderti (+ bonus!)

In questo articolo mi dedicherò a Kyoto.

Kyoto, preview stories
Kyoto, preview stories
Kyoto, preview stories

Alcune info preziose per spostarti da una città all’altra

  • In Giappone è possibile viaggiare sullo Shinkansen e altre tipologie di treni (da controllare gli aggiornamenti in base al momento in cui organizzi il viaggio) con un ticket “pass rail” che ti permette di risparmiare. Però, se come noi ne prenderai solo due, non ne vale la pena. Ne esistono di varie durate: una settimana, due settimane e ventuno giorni – ti lascio qui il sito con tipologie e prezzi. Nel caso in cui il tuo viaggio duri abbastanza tempo da farti prendere svariati treni, è meglio se prendi il rail pass, altrimenti non ti conviene. Il prezzo a persona che abbiamo pagato per Tokyo-Kyoto in Shinkansen è di 13.970¥ a testa, e Osaka-Tokyo è di 14.320¥ a testa, prendendoli il giorno prima. Ce ne sono ogni 20 minuti-mezzora.

  • Avevo letto in svariati siti di selezionare il posto dal lato da dove si può osservare il monte Fuji. Ovviamente mi sono confusa e al momento della prenotazione Tokyo-Kyoto mi sono sbagliata, mentre al ritorno Osaka-Tokyo ero così stanca che ho dormito tutto il viaggio. Insomma, purtroppo non sono riuscita a vederlo, ed è uno dei miei più grandi rimpianti per cui dovrò per forza tornarci. Ecco la regola: per Tokyo-Kyoto devi assolutamente prenotare i sedili a destra nel senso di marcia, invece Osaka-Tokyo a sinistra.

  • La tariffa “green” si riferisce alla prima classe. Io ho viaggiato in “ordinary” e devo ammettere che è molto confortevole. Inoltre, c’è davvero tanto spazio tra i sedili per le gambe, ci si può tenere lo zaino senza sentirsi ingombrati.

  • La percorrenza di Tokyo-Kyoto è di poco più di 2h, mentre Osaka-Tokyo è di 2h20.

  • Kyoto-Osaka invece si può percorrere tranquillamente con treno standard e dura mezzora – si può pagare con la tessera Pasmo nel tuo wallet dell’iPhone.

  • Di Pasmo te ne parlo già nell’articolo di Tokyo, ma per comodità te lo riporto anche qui: per muoversi con i mezzi di superficie e sotterranei (vale anche per i treni normali, non ad alta velocità), e questo vale per tutto il Giappone non solo per Tokyo, ti consiglio di attivare la tessera Pasmo nel wallet del tuo iPhone. Puoi ricaricarla direttamente dalle carte che hai registrate in ApplePay e ti permette di passare velocemente ai tornelli.

KYOTO

Inizio questo capitolo annunciandoti che ho perso la testa per Kyoto e ci ho lasciato il cuore.

Kyoto è la capitale della cultura giapponese: è il cuore culturale e spirituale del Giappone da oltre 1.000 anni ed è il luogo in cui hanno avuto origine molte arti e mestieri tradizionali giapponesi.

Kyoto è la città dei templi e santuari: ne ospita oltre 2.000, molti dei quali sono siti patrimonio mondiale dell’UNESCO. È una città profondamente radicata nel buddismo e nello shintoismo ed è sede di numerosi luoghi sacri e rituali.

Kyoto è la città delle geishe e dei samurai: è famosa per la sua cultura delle geishe, ed era anche la città dove vivevano e si addestravano molto guerrieri samurai durante il periodo Edo. Per quanto riguarda le geishe, ti consiglio di leggere “Memorie di una geisha” di Arthur Golden. Me ne hanno consigliati altri due che devo leggere anche io:

Kyoto è anche la città della tradizione e del moderno: è una città che fonde perfettamente la cultura tradizionale giapponese con comfort e innovazioni moderne.

Kyoto è tutto questo e anche di più. Ecco cosa abbiamo fatto.

Kyoto, Giappone
Kyoto, Giappone
Kyoto, Giappone

IL PRIMO GIORNO

Dove abbiamo alloggiato durante tutta la permanenza: nel ryokan Kyo no Yado Sangen Ninenzaka in cui abbiamo passato due notti fantastiche. Si tratta di una casa tradizionale giapponese nel quartiere di Kiyomizu, a ridosso di Gion, conosciuto come “quartiere delle geishe”. Spoiler: non ne abbiamo viste.

Da Kiyomizu si può partire per visitare tutta una serie di templi che si susseguono. Noi abbiamo visitato due siti – faceva un caldo, ma un caldo che non posso spiegare a parole. Considera che siamo arrivati a Kyoto verso l’ora di pranzo e dopo aver fatto check-in e mangiato qualcosa, abbiamo passato circa tre ore a passeggiare. I siti chiudono tutti per le 16.30-17.00, quindi relativamente presto.

  • Il tempio buddista di Chion-in del XVII secolo, con giardini tutto intorno. È un sito che comprende diversi edifici. In una parte del parco si può anche vedere il santuario shintoista di Yasaka. Il parco dove si trovano entrambi gli edifici accolgono svariate migliaia di persone ad aprile per l’hanami, ovvero il periodo dei ciliegi in fiore. Sono tante invece le persone che vengono proprio in questo santuario famoso per richiedere benedizioni e pregare per la buona sorte. Ecco cosa puoi fare: inserisci una monetina e scuoti la corda per far oscillare la campana, dopo di che fai due inchini, batti le mani tre volte, recita la tua preghiera in silenzio e una volta finito china il capo un’ultima volta in segno di rispetto agli dei.

Il gate di Chion-in, ovvero il portale tradizionale che si attraversa per entrare in ogni tempio buddista, è il più grande di tutto il Giappone ed è stato costruito all’inizio del 1600. Pensa che per rivestire il tetto sono state utilizzate circa 70.000 tegole!

Kyoto, santuario di yasaka
Kyoto, santuario di yasaka
Kyoto, Chion-in gate
  • Il tempio buddista di Kyiomizu-dera situato sopra un monte, celebre per un largo terrazzo che troneggia offrendo una vista mozzafiato. Noi siamo arrivati a ridosso della chiusura e abbiamo potuto fare solo un giro nel parco e vedere il tempio dall’esterno. La cura dei giardini, c’è sempre un punto d’acqua (anche se piccolo) con un ponticello. Il ponte è un simbolo molto importante nella filosofia buddista: rappresenta una giunzione, un passaggio che significa una crescita, da una vita terreste a una vita spirituale, da un momento di smarrimento a un momento di maggior consapevolezza. Simboleggia quindi l’evoluzione.
Kyoto, Kyiomizu-dera Temple
Kyoto, Kyiomizu-dera Temple
Kyoto, Kyiomizu-dera Temple
Kyoto, Kyiomizu-dera Temple

Una cosa troppo carina che ho visto camminando in alcune stradine pedonali di Higashiyama, ovvero dove si trovano questi templi, il nostro Ryokan e comprende anche Gion, il quartiere delle geishe (sto divagando) – è una mappa di piccole statue buddhiste che i passanti sono invitati a toccare per ricevere i diversi benefici legati ad ogni statua.

Kyoto, Higashiyama

I due ristoranti che abbiamo provato:

  • Un ristorante di okonomiyaki pazzesco, sembrava di stare nella bottega dello zio Marrabbio di Kiss mi Lycia: Gion Negiyaki Kana – East
  • Ovviamente un ramen da Engine e anche tutte quelle stradine sono stupende, si trovano altri ristorantini giapponesi, come l’izakaya Shizuka. C’è davvero tanta scelta.

Camminando fino a qui siamo passati dal fiume Kamo e sulla riva ci sono così tanti posti belli, tipicamente giapponesi, con un sacco di lucine! Non ci siamo fermati perché avevamo poco tempo, ma se dovessi tornare a Kyoto passerei di lì ancora e ancora.

IL SECONDO GIORNO

Il giorno dopo ci siamo allontanati e abbiamo visitato tre siti diversi, in posti diversi e poco pratici da raggiungere, ma se ce l’abbiamo fatta noi nulla è impossibile! Considera una giornata piena per farli tutti e tre.

  • Il Kinkaku-ji, chiamato anche il Golden Temple. La bellezza di tutto. Del biglietto d’entrata, del percorso, del parco, di come appare dietro agli alberi questo tempio d’oro che si riflette sull’acqua, delle statue e di tutto quanto. Ho amato il silenzio seppur pieno di turisti, l’energia generale che emana il posto. L’edificio è ricoperto di foglie d’oro puro, ecco perché si rivela così luminoso. Se fu costruita come villa alla fine del XIV secolo per uno shogun, oggi funge da shariden e contiene delle reliquie di Buddha.
Kyoto, Kinkaku-ji Golden Temple
Kyoto, Kinkaku-ji Golden Temple
Kyoto, Kinkaku-ji Golden Temple
Kyoto, Kinkaku-ji Golden Temple

Dal Golden Temple abbiamo preso un taxi per abbreviare le distanze e i tempi. Abbiamo pranzato da Sagami, un ristorante di noodle udon tipicamente giapponese, ovviamente, nel quartiere a ridosso di Arashiyama dove eravamo diretti. In questa zona si trova anche la foresta di bambù che però noi abbiamo dovuto sacrificare per prioritizzare il secondo sito che abbiamo visitato:

  • Abbiamo camminato per mezzora attraversando un quartiere residenziale immensamente calmo fino al tempio di Otagi Nenbutsu-ji. Il tempio non solo è bellissimo e stupendo, ma ha la particolarità di essere circondato da più di 1200 statue tutte diverse che lo rendono magico. Il tempio è antico, risale al 770 ma subì gravi danni per colpa di un’inondazione del fiume Kamo. Fu ricostruito sopra la collina ad Arashiyama, il suo luogo attuale, ma durante una guerra venne distrutto nuovamente. È solo dopo la metà del XX° secolo che venne ristrutturato come lo possiamo visitare oggi grazie all’intervento del monaco e artista Kocho Nishimura. A quest’ultimo venne l’idea di chiedere ai pellegrini e visitatori che si recavano al tempio di scolpire una scultura ciascuno e, queste statue chiamate rakan, rappresentano i seguaci di Buddha. Sono tutte diverse l’una dall’altra e sono ricoperte di muschio visto il clima umido della collina, facendo sembrare che sono lì da sempre. Sono divertentissime, è bello passare il tempo ad osservarle per vedere la differenza sui loro volti. Nel tempio sono presenti anche sei statue di divinità, davanti alle quali ci si può fermare per una preghiera silenziosa in base al loro “ruolo”: famiglia, lavoro, successo, salute, e altro. Ti lascio qui il sito ufficiale in inglese se vuoi approfondire. Il tempio è aperto dalle 8.00 alle 16.30 e l’entrata ha un costo di 300 ¥.

Nelle stradine che scendono dalla collina ci sono un paio di posti dove potersi rinfrescare con un bel tè matcha freddo.

Abbiamo raggiunto il terzo sito in treno, partendo dalla stazione di Saga-Arashiyama fino alla stazione di Inari.

Kyoto, Otagi Nenbutsu-ji temple
Kyoto, Otagi Nenbutsu-ji temple
Kyoto, Otagi Nenbutsu-ji temple
Kyoto, Otagi Nenbutsu-ji temple

Prima di parlare del terzo sito, una volta uscita dalla stazione di Inari, ti invito a fermarti in questo baracchino dove cuociono spiedini su una griglia: dalle capesante al calamaro, fino alla loro specialità: il granchio. E, senza sapere verso cosa saremmo andati incontro nelle due ore successive, con il senno di poi posso dire “meno male che abbiamo mangiato qualcosa per merenda!”.

Kyoto, spiedini inari
Kyoto, spiedini inari

Erano già le 17 quando abbiamo messo piede nel santuario di Fushimi Inari-taisha. Credo che questa sia l’esperienza che mi ha maggiormente colpita di tutto il viaggio, anzi, ne sono certa.

Da persona ignorante pensavo che questo santuario fosse una cosa prettamente turistica, con una decina di metri di porte di torii (gli archi arancioni che formano questi tunnel) per fare foto e basta. E invece no! È un santuario immenso, gigantesco, e di porte di torii ce ne sono più di 10.000! Dalla mappa che vedi sotto abbiamo capito che si arriva fino alla cima della collina passando per questi tunnel rossi. Ciò che non era chiaro però, era che la mappa non è in scala: è molto, molto più grande. Ci avremmo impiegato un’ora e mezza a salire i 233 metri fino alla cima, ma, non è tanto nella fatica perché la salita non era più complicata di altre, quanto nella misticità e spiritualità presente in tutto il luogo.

Questo santuario nasce nel 711, ma non se ne ha la certezza, come luogo di preghiera per le piantagioni di riso: gli agricoltori ci si recavano pregando di aver un buon raccolto nell’imminente stagione. Questo santuario è infatti dedicato a Inari, la divinità del buon raccolto. Nei secoli le preghiere si sono modificate e, oltre agli agricoltori, anche gli imprenditori hanno iniziato a pregare qui ad ogni inizio anno per una buona prosperità degli affari. E, per favorire ulteriormente la loro fortuna, imprese e privati di tutto il paese hanno investito nell’acquisto di porte di torii con il loro nome inciso sopra.

In più, il santuario è dedicato alle volpi, ci sono statue ovunque e di ogni dimensione. Questo animale è considerato il messaggero divino della divinità Inari ed è a loro che vengono affidate le preghiere, per portarle poi alla divinità.

Kyoto, Fushimi Inari-Taisha
Kyoto, Fushimi Inari-Taisha
Kyoto, Fushimi Inari-Taisha
Kyoto, Fushimi Inari-Taisha
Kyoto, Fushimi Inari-Taisha
Kyoto, Fushimi Inari-Taisha

Ti consiglio di farlo di mattina per favorire della luce del giorno e non come noi che abbiamo preso sottogamba la situazione: eravamo in cima per le 18.30 e a quel punto iniziava l’imbrunire. Se non che, per via della fitta vegetazione che si trova tutto intorno ai tunnel, non ci eravamo resi conto che c’era un temporale imminente. Appena poggiato il piede sull’ultimo gradino alla vetta della collina è scoppiata una pioggia torrenziale, che ci ha accompagnati lungo tutta la strada del ritorno, fino al nostro Ryokan – compreso un treno e un autobus. Sì, eravamo fradici!

Ma, tutto sommato, la scoperta di un luogo così incredibile, lo stupore ad ogni angolo, la maestosità di questa collina costellata da migliaia di torii che formano le gallerie, la grandissima quantità di statue, sentire la magia a fior di pelle, hanno fatto sì che mi porterò per sempre questa esperienza nel cuore.

Info importanti: in svariati momenti i tunnel si spezzano in piazzette con tanti piccoli santuari in miniatura, anche questi investimenti di imprese per la prosperità degli affari, e sono presenti baretti e negozi, oltre a distributori automatici di acqua e bibite. Noi siamo arrivati tardi quindi era tutto chiuso. Il santuario non ha orari di apertura-chiusura e non c’è un costo d’entrata.

A presto!

SALVA PER DOPO

Giappone: la tradizione di Kyoto, l'innovazione di Osaka

Copertina Image by tawatchai07 on Freepik
Tutte le altre foto sono mie © Olimpia Louise Bruno

4 Comments

  1. Che bello mammamia… Non vedo l’ora di andarci anche io, speriamo presto! :-D

    1. Un viaggio da fare almeno una volta nella vita :))

  2. Questi articoli sul Giappone mi hanno fatto rivivere il mio viaggio. Bellissimi e utilissimi per chi ha in programma di esplorare questa terra meravigliosa!

    1. Grazie! Kyoto è davvero straordinaria, ci sono così tante cose da vedere! Spero di tornarci in futuro per rivivere queste emozioni.

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